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Corso di crescita personale CRETA e RADICI

Posted by on marzo 23, 2018 in CORSI | Commenti disabilitati su Corso di crescita personale CRETA e RADICI

Corso di crescita personale CRETA e RADICI

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Titolo: CRETA e RADICI……articolando con le mani scopriamo noi stessi………

La struttura del pre-corso 1° modulo

(modalità FUORI PORTA)

Counselor+Guida ambientale (formata in counseling)

Mediante un escursione fuori porta della durata di un week end si affronteranno dei percorsi di trekking di facile livello definibili come “Trekking e Counseling Ambientale”. I Trekking si svolgeranno uno al Sabato pomeriggio ed uno la Domenica mattina, seguiti rispettivamente da un lavoro di gruppo in cui si approfondirà il tipo di esperienza vissuta da ciascuno.

Al Sabato pomeriggio, dopo un pranzo veloce e leggero si percorrerà il primo sentiero ed il lavoro di gruppo verterà seguendo le tecniche di Counseling su temi come: il rapporto nei confronti del gruppo e della leadership durante il trekking, l’esplorazione dell’ambiente (per esempio gli aspetti irrazionali del bosco ed il rapporto personale con essi), il valore simbolico degli oggetti in Natura (esempio le piante-elementi di mediazione tra cielo e terra), le modalità d’azione-movimento di ciascuno rispetto all’ambiente naturale e degli oggetti presenti in essa, le sensazioni provate, ecc. Seguono cena e momenti conviviali.

Questa prima giornata funge anche da momento introduttivo-conoscitivo per i membri del gruppo qualora non si conoscessero già, ovvero essa stessa è propedeutica al lavoro di gruppo del giorno successivo.

Alla Domenica dopo la colazione, ci si incamminerà sul secondo sentiero idealmente lungo letti di fiume facilmente accessibili, seguirà il pranzo al sacco e nel pomeriggio il tema del gruppo questa volta verterà sull’esplorazione della radice ritrovata da ciascuno, il tutto sempre seguendo le tecniche di Counseling ovviamente. Nel secondo giorno i partecipanti avranno ormai familiarizzato, quindi il lavoro in gruppo può portare verso rivelazioni personali riferite alla radice ed alle modalità di ricerca della stessa, ovvero: il valore simbolico della radice in riferimento all’essere vivente-pianta (esempio la radice come elemento nascosto – àncora per la vita), le funzioni della stessa di ancoraggio, nutrimento, relazione con la chioma-espressione dell’essere vivente-pianta, l’immagine in essa veduta o la sensazione con essa provata, l’azione-relazione con la radice (esempio l’andamento lineare o zig zag nella ricerca ed il suo significato).

Es. le radici, alberi elementi di transizione, elemento nascosto di ancoraggio e nutrimento, che determinano l’espressione dell’albero, il bosco e le rappresentazioni irrazionali,

Questo è un modulo a se stante il cui costo è diverso per chi sceglie di frequentare il singolo modulo oppure proseguire con il corso di art-counseling della durata totale di 10 incontri.

Si conclude la Domenica nel tardo pomeriggio, in cui è previsto il rientro.

Ovvero, da questo punto i partecipanti possono scegliere di concludere qui l’esperienza fatta portandosi a casa la gioia di essere stati immersi nella natura arricchiti di ciò che hanno appreso di se stessi, oppure una volta rientrati possono seguire il percorso di Art Counseling lavorando sulla radice ri-trovata la quale farà da modello-guida durante tutto il corso.

La struttura del percorso di Art Counseling

(modalità CLASSICA)

Counselor + Artista (formato in counseling)

Premessa:

Questa parte può essere successiva al modulo-week end FUORI PORTA oppure il lavoro di esplorazione-rivelazione di se stessi in riferimento alla radice essere può fatto direttamente nel laboratorio artistico. La radice in quest’ultimo caso è scelta fra una varietà di quelle presenti in laboratorio (solitamente l’esplorazione della radice avviene al terzo incontro nel quale è emersa un alleanza operativa ed i legami nel gruppo si sono rafforzati).

In tutti gli incontri sono consigliati vestiti comodi e sporcabili (anche se la creta e la polvere sono facilmente rimovibili).

I capelli lunghi vanno legati quando si usa il Dremel.

Anelli e braccialetti possono impedire alcune lavorazioni dell’argilla, risultano vincolanti in ogni caso.

1°Incontro

Il primo incontro non si scorda mai!

Un esercizio di centratura quale anticamera fra l’esterno ed il corso può essere importante ad ogni inizio incontro (segue in breve dal 2° in poi “Centratura”).

Si può iniziare con la manipolazione della creta, anche perché alcune persone sono restie a maneggiare l’argilla e devono prendere confidenza con il materiale. Dopo una breve introduzione, si fanno esercizi e le persone acquistano lentamente coraggio e fiducia in se stesse. Con questo si da modo alla persona di poter passare poi alle creazioni. Gli esercizi all’inizio prevedono la realizzazione di semplici manufatti mediante l’uso delle mani, iniziando così da uno stadio più semplice per poi passare all’uso degli strumenti in legno (mirette), di uso facile e sicuro (potrebbe già da subito essere interessante un esercizio di modellazione ad occhi chiusi, usando il tatto e l’immaginazione ad occhi chiusi come guide alla realizzazione).

2° Incontro

Centratura.

La teoria (uffà!!)

In questa fase è necessario passare attraverso le regole sull’uso della creta, questo per evitare che si arrivi a realizzare oggetti che poi crepano o scoppiano in cottura.

Anche una minima formazione teorica sull’uso del Dremel e degli attrezzi è affrontata in questo incontro.

La lezione teorica può essere noiosa rispetto alle aspettative del gruppo, ma è inevitabile per proseguire, quindi un esercizio come il seguente può essere stimolante e per chiudere bene l’incontro.

Può essere inserito un lavoro di gruppo, come:

1) Ognuno realizza un manufatto, diciamo in 15 minuti.

2) Dopodichè lo si passa al partecipante a fianco, il quale decide di farne quello che crede (smontarlo, aggiungere parti, risolvere se era un manufatto-espressione di un emozione non piacevole togliendo o aggiungendo creta, ecc.)

3)l’operazione si ripete fino a che il giro è completo ed il pezzo ritorna al proprietario.

Dopodichè si può esplorare insieme in gruppo le varie emozioni provate vedendo il proprio manufatto, cambiare forma per mano di un altro.

L’esercizio si chiama: LASCIAR ANDARE.

3°Incontro

Centratura

Scelta della radice seguito dal lavoro esplorativo (verso l’ignoto…..verso il passato)

I partecipanti avranno ormai familiarizzato, quindi il lavoro in gruppo può portare verso rivelazioni personali, ovvero si farà riferimento: il valore simbolico della radice in riferimento all’essere vivente-pianta (esempio la radice come elemento nascosto – àncora per la vita), le funzioni della stessa di ancoraggio, nutrimento, relazione con la chioma-espressione dell’essere vivente-pianta, l’esporazione dell’immagine in essa veduta o la sensazione con essa provata, l’azione-relazione con la radice (esempio le sensazioni di agitazione o meno nella ricerca, la frustrazione nell’esperire l’immagine, ed il significato associato).

Di solito la radice così come altri elementi in natura offrono un aiuto a chi non è abituato a stimolare la creatività, evitandogli la frustrazione che si potrebbe provare davanti ad un materia inerme da plasmare.

L’immagine ovvero l’opera dovrà rispettare i criteri di contratto della concretezza e della fattibilità.

4°Incontro

Centratura.

Pulizia della radice (curare l’anima)

Di fatto la pulizia viene fatta con strumenti meccanici/manuali. Non sono usati solventi o sostanze tossiche, altresì potrebbe generarsi un po’ di polvere a seguito dell’uso di carta vetrata e Dremel (attrezzo leggero di facile utilizzo con tubo flessibile e punte per varie lavorazioni; a noi interessa la punta abrasiva per lucidare la radice e recuperare la polvere necessaria successivamente per la colorazione della parte in terracotta).

Può accadere a questo stadio che il partecipante venga colto da altre immagini mentre capovolge e maneggia la radice durante la pulizia. Libero di modificare il percorso seguendo l’immagine preferita.

In questo incontro i partecipanti chiariscono la posizione che la radice assumerà in rapporto alla lavorazione dell’argilla. Questo serve al personale per progettare e realizzare delle strutture di supporto entro l’incontro successivo.

5°Incontro

Centratura

Foggiatura della scultura (Sono un artista!!)

In questo incontro si inizia ad impostare la forma grezza dell’opera. Si applica la teoria appresa durante il secondo incontro sia per la creta che per il piano di lavoro e la fasciatura della radice.

Se le dimensioni lo consentono, in questo incontro si lavora la creta principalmente a mani nude. Con il supporto dell’acqua si potrà apprezzare quanto la creta può essere piacevole al tatto

L’ultima parte dell’incontro può essere integrata da una parte di crescita personale, in cui tramite l’esplorazione dei vissuti personali si può scoprire ulteriori aspetti riferiti all’immagine e alle sensazioni provate durante la realizzazione.

6°Incontro

Centratura

Segue il lavoro di foggiatura con l’uso delle mirette ()

Si può passare ad una definizzione più accurata delle forme.

Il lavoro è bene che prosegua in modo graduale ed uniforme su tutta l’opera, senza entrare nel perfezionismo di un particolare tralasciando lo sviluppo del resto. Se ciò accadesse potrebbe essere affrontato alla fine dell’incontro, nel momento esplorativo di gruppo chiedendo per esempio, che cosa provavi per quel particolare punto? Ti ricorda qualcosa?……..

In base a quanto siano già state rifinite le parti, anche in questo come nel precedente incontro è ancora possibile fasciare la scultura con un panno bagnato e coperta da un sacchetto al fine di conservarla umida fino al successivo incontro.

7°Incontro

Centratura.

Foggiatura accurata. Il lavoro a questo punto può passare ad un livello più difficile, magari su un dettaglio dell’opera preferito dal partecipante. Si usano strumenti più appuntiti-simili a quelli dei dentisti, come il raschietto, ecc.

Qui può aumentare il livello di stress per la persona, in quanto l’opera ha già raggiunto un livello di accuratezza maggiore, quindi può accadere che l’errore o l’incapacità nel foggiare porti un maggior senso di frustrazione. Da questo stadio, nella plenaria di gruppo di fine incontro potrebbe essere interessante esplorare il tema “dell’aspettativa personale”. La persona si rispetta per quel che è il suo potenziale? Si da tempo? Gode del processo, o si proietta all’obiettivo?

8°Incontro

Centratura.

Molto probabilmente a questo stadio l’opera è ultimata.

Qualora ci fossero dei dettagli da rifinire, ogni errore “potrebbe” essere irreparabile o comunque potrebbe lasciare un segno indelebile sull’opera. Da questo si evince che il livello di stress è più alto. A volte accade sia in questo come nel precedente stadio che alcune persone si siano poste un obiettivo-opera al di sopra delle proprie capacità, viceversa altre hanno fatto poco e/o hanno preferito l’aspetto ludico relazionale a discapito della concentrazione sul proprio lavoro personale.

Siamo praticamente giunti quasi alla fine del percorso, quindi le condizioni suddette potrebbero far emergere malumori verso se stessi o verso i tutors/corso.

Una soluzione molto pratica è quella di far allungare il percorso di qualche incontro a coloro che lo desiderano. Sia perché quelli che si sono distratti o coloro che hanno fissato un obiettivo-opera al di sopra delle loro capacità devono assumersi la responsabilità dello stare sul loro percorso in quanto finiranno gli altri due moduli in modo non simmetrico al gruppo (esempio: il ritiro dei pezzi cotti (biscotti) è sempre un bel momento di condivisione ed emozione soprattutto se si è in gruppo).

Queste ultime tematiche possono essere affrontate in gruppo nella chiusura di fine incontro.

Ritiro del manufatto cotto (biscotto)

Il ritiro del biscotto è un momento divertente. Per chi lo volesse, stabilito il giorno con la fornace, può aggregarsi e venire a ritirare il proprio pezzo in fornace. La fornace si trova a Mariano Comense, è molto bella ed immersa in una zona leggermente collinare con maneggi e molto verde intorno. La fornace dispone di una trattoria antica di loro gestione.

Questo momento si colloca tra l’ottavo ed il nono incontro, il giorno del ritiro lo stabilisce la fornace.

9°Incontro

Il biscotto!

Goduto di un primo momento di entusiasmo e giunto il tempo per unire le parti, terracotta e radice.

Si utilizzano i guanti monouso anche se di fatto viene utilizzata colla vinilica (Vinavil) unita alle polveri recuperate nel quarto incontro dalla pulizia effettuata delle radici.

Ognuno avrà conservato le proprie polveri di pulizia al fine di poter donare il colore e l’effetto legno al pezzo in terracotta.

Il processo necessita di un supporto tecnico in quanto la tonalità della polvere di legno è di qualche grado più chiaro rispetto all’impasto finale a cui si è aggiunto il Vinavil (l’impasto dura molto nel tempo una volta essiccato, ad oggi posso garantire la durata di dieci anni senza alcuna deformazione).

Può essere che in questo incontro i partecipanti provino frustrazione nel vedere il pezzo in terracotta ancora non unito alla radice (un parte del tutto), svalutando così il lavoro fatto. Finché il pezzo non è unito alla sua “radice”, può sembrare anche un pezzo senza senso, brutto, di poco valore.. (questi sono alcuni commenti sentiti).

Queste considerazioni possono essere affrontate nel lavoro di gruppo a fine incontro.

10°Incontro

Lucidatura (il tutto è più della somma delle sue parti!)

Finalmente l’opera è unita!

Ma il lavoro deve essere ultimato con la lucidatura fatta con a Dremel, il cui fine è schiarire l’impasto ormai asciutto e diventato mastice. Anche qui i partecipanti necessitano di supporto tecnico perché la rotazione della punta del Dremel tende a scaldare il mastice riportandolo ad una consistenza più morbida, provocandone in ultimo il distacco. Anche l’inclinazione dell’attrezzo e il senso di rotazione della punta influenzano molto il processo di lucidatura. Tutto questo è ripreso dopo averne fatto un minimo di teoria nel secondo incontro.

La vera soddisfazione arriva in questo momento, quando la persona vede l’opera intera compiuta e soprattutto perché può portarsela a casa.

Anche qui possono emergere emozioni di vario genere, anche riferite alla fine del corso.

L’incontro di gruppo finale è una occasione per fare una buona chiusura!

Materiali: creta, radici di legno-derivati, Vinavil, attrezzi dedicati in legno e metallo, colori ad acqua

L’orario, un incontro la settimana di tre ore per poter gestire al meglio i manufatti e per non creare un lasso di tempo troppo lungo fra un incontro e l’altro. Qualora i gruppi fossero di piccola entità, l’orario ed il giorno della settimana possono essere variati con approvazione unanime.

La durata totale del percorso è non meno di dieci incontri.

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