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RADICI (laboratorio indoor)

Posted by on marzo 23, 2018 in LABORATORI D'ARTE PER RICONOSCERSI ED INTEGRARE, SERVIZI AI PRIVATI | Commenti disabilitati su RADICI (laboratorio indoor)

RADICI (laboratorio indoor)

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CRETA e RADICI……articolando con le mani scopriamo noi stessi………

 

Premessa:

Questa parte può essere successiva al laboratorio-week end fuori porta “RADICI”, oppure il lavoro di esplorazione-rivelazione di se stessi in riferimento alla radice essere può fatto direttamente nel laboratorio artistico (vedi Radici fuori porta). La radice in quest’ultimo caso è scelta fra una varietà di quelle presenti in laboratorio. Il percorso e suddiviso in tre moduli di cui i primi due sono propedeutici alla modellazione della scultura legata alla radice, quindi volendo il percorso può essere interrotto prima senza avere l’onere di sostenere la spesa complessiva.

In tutti gli incontri sono consigliati vestiti comodi e sporcabili (anche se la creta e la polvere sono facilmente rimovibili).

I capelli lunghi vanno legati quando si usa il Dremel (attrezzo per la pulizia e lucidatura della radice).

Anelli e braccialetti possono impedire alcune lavorazioni dell’argilla, risultano vincolanti in ogni caso.

Modulo 1

1°Incontro (3 ore) Il primo incontro non si scorda mai!

Un esercizio di centratura quale anticamera fra l’esterno ed il corso può essere importante ad ogni inizio incontro (segue in breve dal 2° in poi “Centratura”).

Si può iniziare con la manipolazione della creta, anche perché alcune persone sono restie a maneggiare l’argilla e devono prendere confidenza con il materiale. Dopo una breve introduzione, si fanno esercizi e le persone acquistano lentamente coraggio e fiducia in se stesse. Con questo si da modo alla persona di poter passare poi alle creazioni. Nel primo modulo è prevista la realizzazione di un semplice manufatto (Bosco verticale) col quale inizia a crearsi un primo legame con le forme della natura (la corteccia). Si inizia così da uno stadio più semplice per poi passare all’uso degli strumenti in legno (mirette), di uso facile e sicuro e ad una modellazione più complessa. Il manufatto sarà conservato e fatto asciugare in laboratorio, e sarà successivamente cotto insieme agli altri pezzi del percorso.

Modulo 2

2° Incontro (3 ore) La teoria (uffà!!)

Centratura

In questa fase è necessario passare attraverso le regole sull’uso della creta, questo per evitare che si arrivi a realizzare oggetti che poi crepano o scoppiano in cottura. Anche una minima formazione teorica sull’uso del Dremel e degli attrezzi è affrontata in questo incontro. La lezione teorica può essere noiosa rispetto alle aspettative, ma è inevitabile per proseguire, quindi sarà breve.

A differenza del primo modulo, il manufatto di questo secondo incontro porta a sperimentare qualche difficoltà in più rispetto alla gestione della creta. Si enfatizzerà sull’importanza del tatto nel rapportarsi alla creta. Si passerà dal lavoro in piano (del primo modulo) a lavoro in verticale con supporto. Il manufatto finale si chiama Velo sospeso (vedi Velo Sospeso). Anche questo manufatto sarà conservato e fatto asciugare in laboratorio per la successiva cottura e una seconda lavorazione.

Modulo 3

3°Incontro (3 ore) Scelta della radice!!

Centratura

A questo punto sono strutturate delle basi sull’impiego della creta, siamo pronti per proseguire con l’ultimo modulo fatto di piu’ incontri.

E’ il momento della scelta della radice (oppure con quella trovata in modalità outdoor). Di solito la radice così come altri elementi in natura offrono un aiuto a chi non è abituato a stimolare la creatività, evitandogli la frustrazione che si potrebbe provare davanti ad un materia inerme da plasmare. Dopo una iniziale esplorazione sull’immagine evocata, la sensazione provata, l’azione-relazione con la radice, si passa alla realizzazione delle parti in creta della scultura. Questa fase è importante affinchè il lavoro sia non solo estetico, tuttavia anche di crescita personale. La scelta del limite da porsi è rimandata al partecipante con il sostegno del professionista.

Da questo punto seguiranno come seguono le fasi per arrivare ad ottenere una scultura finita ed integrata tra radice e terracotta:

Pulizia della radice (curare l’anima)

Di fatto la pulizia viene fatta con strumenti meccanici/manuali. Non sono usati solventi o sostanze tossiche, altresì potrebbe generarsi un po’ di polvere a seguito dell’uso di carta vetrata e Dremel (attrezzo leggero di facile utilizzo con tubo flessibile e punte per varie lavorazioni) per cui verranno forniti i DPI (dispositivi di protezione individuale, ovvero mascherina, occhiali e guanti).

Può accadere a questo stadio che il partecipante venga colto da altre immagini mentre capovolge e maneggia la radice durante la pulizia. Libertà di modificare il percorso seguendo l’immagine preferita, può essere che sia necessaria una breve ripresa di esplorazione dei perché al fine per legare bene il fare, al sentire e al sapere

In questo incontro i partecipanti chiariscono la posizione che la radice assumerà in rapporto alla lavorazione dell’argilla. Questo serve al professionista per progettare e realizzare delle strutture di supporto entro l’incontro successivo.

Foggiatura della scultura (sono un artista!!)

Si inizia ad impostare la forma grezza dell’opera. Si applica la teoria appresa durante il secondo incontro sia per la creta che per il piano di lavoro e la fasciatura della radice. Se le dimensioni lo consentono, in questo incontro si lavora la creta principalmente a mani nude. Con il supporto dell’acqua si potrà apprezzare quanto la creta può essere piacevole al tatto

L’ultima parte dell’incontro può essere integrata da una parte di crescita personale, in cui tramite l’esplorazione dei vissuti personali si può scoprire ulteriori aspetti riferiti all’immagine e alle sensazioni provate durante la realizzazione.

Usiamo le mirette (prendi bene la mira!)

Segue il lavoro di foggiatura con l’uso delle mirette (attrezzature di rifinitura della creta) per passare ad una definizione più accurata delle forme. Più il tempo passa, maggiore sarà la necessità di essere precisi nel metter mano alla scultura. Superata la durezza cuoio (momento preciso in cui la creta è asciutta al punto da stare bene in forma e allo stesso tempo più facile alla crepa) si passa dal processo del mettere a quello del togliere, e nel fare questo si va a curare i dettagli per i quali è bene procedere con delicatezza e proporzionalità; l’errore può risultare fatale! Tuttavia, con la tecnica integrata, si può tuttavia recuperare in un modo che assomiglia alla tecnica del Kintsugi giapponese.

Il lavoro è bene che prosegua in modo graduale ed uniforme su tutta l’opera, senza entrare nel perfezionismo di un particolare tralasciando lo sviluppo del resto.

Cura dei dettagli (il bello di perdersi nei dettagli)

Foggiatura accurata. Il lavoro a questo punto può passare ad un livello più difficile, magari su un dettaglio dell’opera preferito dal partecipante. Si usano strumenti più appuntiti-simili a quelli dei dentisti, come il raschietto, ecc.

Qui può aumentare il livello di stress per la persona, in quanto l’opera ha già raggiunto un livello di accuratezza maggiore, quindi può accadere che l’errore o l’incapacità nel foggiare porti un maggior senso di frustrazione.

A fine di questo punto saranno cotte tutte le parti in creta, compresi i manufatti del modulo 1 e 2.

Momento dell’integrazione delle parti (il biscotto è pronto!)

Goduto di un primo momento di entusiasmo e giunto il tempo per unire le parti, terracotta e radice.

Può essere che in questo incontro i partecipanti provino frustrazione nel vedere il pezzo in terracotta ancora non unito alla radice (un parte del tutto), svalutando così il lavoro fatto. Finché il pezzo o i pezzi non sono uniti alla “radice”, può sembrare anche che non abbiano senso, brutti, di poco valore.. (questi sono alcuni commenti sentiti).

Si procede a questo punto con la creazione del mastice (naturale) col quale si integrano le parti della scultura, radice inclusa!

In questo modulo, si uniranno anche le rispettive parti dei manufatti dei moduli 1 e 2

Lucidatura (il tutto è più della somma delle sue parti!)

Finalmente l’opera è unita!

Ma il lavoro deve essere ultimato con la lucidatura fatta con a Dremel, il cui fine è schiarire l’impasto ormai asciutto. Anche qui il partecipante necessitana di supporto tecnico perché la rotazione della punta del Dremel tende a scaldare il mastice riportandolo ad una consistenza più morbida, provocandone in ultimo il distacco. Anche l’inclinazione dell’attrezzo e il senso di rotazione della punta influenzano molto il processo di lucidatura. Tutto questo è ripreso dopo averne fatto un minimo di teoria nel secondo incontro. Inoltre, la scultura andrà posizionata su una base di appoggio e sostegno che verrà scelta insieme al professionista.

La vera soddisfazione arriva in questo momento, quando la persona vede l’opera intera compiuta e soprattutto perché può portarsela a casa.

Anche qui possono emergere emozioni di vario genere, anche riferite alla fine del corso per le quali sarà dedicato un momento di riepilogo.

Materiali: creta, radici di legno-derivati, Vinavil, attrezzi dedicati in legno e metallo, colori ad acqua

L’orario: almeno un incontro alla settimana di tre ore per poter gestire al meglio i manufatti e per non creare un lasso di tempo troppo lungo fra un incontro e l’altro. Con i piccoli gruppi, l’orario ed il giorno della settimana possono essere variati con approvazione unanime.

La durata dell’intero laboratorio è non meno di dieci incontri, ed un totale di minimo 30 ore. Gli step di interruzione possono avvenire alla fine del 1 modulo (3 + 2 ore), alla fine del 2 modulo (5 + 5 ore).

I prezzi: 

Individule 30€/ora

Due persone 20€/ora a testa

Tre persone 15€/ora a testa

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